Riiing. Riiing. Riiing.
Senti anche tu?
Nei classici film horror, il colpo di scena più terrificante arriva quando si scopre che la chiamata proviene dall’interno della casa.
Nel mondo dell’ad-tech, la sorpresa può essere altrettanto inquietante: attività sospette che si nascondono dentro applicazioni familiari e dispositivi di uso quotidiano. Un’app mobile che carica siti web all’insaputa di tutti; un’applicazione desktop che continua a erogare annunci anche quando lo schermo è bloccato; un’app di lettura che genera clic fantasma dietro la pagina che l’utente sta leggendo.
In occasione della stagione più spaventosa dell’anno, il team di IAS Threat Lab svela tre casi recenti che mostrano cosa può nascondersi dietro un’impressione pubblicitaria apparentemente normale.
1. Travestimenti generati dall'IA: il caso Genisys
Cosa c’è di peggio del traffico nascosto? Un traffico nascosto con centinaia di siti web fantoccio pronti a riceverlo.
Nell’indagine Inside Genisys: The 25-Million-Device Fraud Network Built with AI, IAS Threat Lab ha scoperto una rete di frode che sfruttava comuni smartphone e tablet per caricare pagine web in background, all’insaputa degli utenti.
Il traffico veniva reindirizzato verso quasi 500 domini creati dall’intelligenza artificiale che si spacciavano per blog, siti di news e altri portali d’informazione. Genisys utilizzava anche tecniche di contraffazione dell’ID dell’applicazione (bundle ID spoofing) per nascondere quali app stessero effettivamente generando quell’attività. Sfruttando una rete di ben 25 milioni di dispositivi, l’operazione ha generato centinaia di milioni di richieste di offerta.
I siti web sembravano destinazioni reali per veri lettori. Peccato che di lettori, lì, non ce ne fosse nemmeno uno.
2. L'applicazione desktop con un segreto inconfessabile
Le applicazioni desktop finanziate dalla pubblicità possono essere un’ottima fonte di inventario. Ma cosa succede se un’app continua ad aggiornare gli annunci anche quando viene ridotta a icona, o addirittura quando il dispositivo è bloccato?
Nel report Desktop App Supply Is Booming, Transparency Needs to Keep Pace, IAS Threat Lab ha analizzato come le applicazioni desktop rappresentano ed erogano l’inventario pubblicitario. Sebbene molte integrazioni allineino correttamente la pubblicità all’attività dell’utente, il team ha individuato diversi casi in cui gli annunci continuavano ad aggiornarsi completamente fuori campo visivo.
Inoltre, lo studio ha rivelato app che inviavano richieste pubblicitarie su più domini contemporaneamente e modificavano i parametri del browser per far apparire il traffico dell’app come normale navigazione web. Per i buyer, comportamenti del genere rendono estremamente difficile capire da dove provenga un’impressione e se qualcuno abbia effettivamente avuto la possibilità di vederla.
Se un annuncio viene caricato su uno schermo bloccato in una stanza vuota, fa davvero rumore? Probabilmente no, ma di certo fa sorgere seri dubbi sulla qualità di quell’impressione.
3. Il lettore fantasma: Papyrus
mmagina la scena: un utente apre un’app di lettura e si concentra sul suo romanzo preferito. Dietro le quinte, a schermo spento, un browser nascosto si mette al lavoro.
Nell’indagine Papyrus: Inside a Mobile Scheme Built to Fake Clicks, Scrolls, and Attention, IAS Threat Lab ha scoperto che alcune app di lettura caricavano segretamente siti web in background. Questo sistema era in grado di simulare clic e scorrimenti (scroll) su pagine che il lettore non aveva mai scelto di visitare.
Queste interazioni artificiali facevano apparire il traffico incredibilmente performante. Secondo le analisi di IAS, il traffico di Papyrus mostrava un tasso di successo dei clic quasi 25 volte superiore e punteggi di attenzione più alti del 13% rispetto al traffico di confronto.
Mentre gli utenti leggevano le loro storie, Papyrus generava interazioni su siti che non avrebbero mai visto. Un phantom engagement che gli inserzionisti rischiavano di scambiare per reale interesse.
Non lasciare che le minacce nascoste rovinino le tue campagne
Le minacce più insidiose non si fanno notare. Si nascondono dietro app insospettabili, domini apparentemente legittimi o metriche di engagement troppo belle per essere vere.
Fortunatamente, non avrai bisogno né di aglio né di un paletto di legno. Ti basterà guardare più da vicino cosa si nasconde dietro le tue impressioni pubblicitarie. Contatta il tuo referente IAS di fiducia per scoprire come possiamo aiutarti a neutralizzare il traffico non valido prima che comprometta le performance delle tue campagne.
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